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Piero Forte Vita: un abbraccio alla vita, alla natura e alla serenità

Ci sono momenti in cui non servono grandi discorsi. Basta fermarsi, osservare ciò che ci circonda e riscoprire il valore di quei gesti semplici che, nella frenesia quotidiana, rischiamo troppo spesso di dare per scontati.

È da questa sensibilità che nasce una nuova riflessione poetica di Piero Forte Vita, Piergiovanni Vitalini, scritta a Fano il 28 luglio 2026.

Poche righe che racchiudono un pensiero molto più ampio: il desiderio di ritrovare un contatto autentico con la natura, con gli altri e, soprattutto, con la propria interiorità.

> “Che le nostre anime possano librarsi nell’etere della natura evolutiva.”

È con questa immagine che Piero apre la sua poesia. L’anima diventa qualcosa di leggero, capace di elevarsi e di entrare in relazione con una natura che non è immobile, ma continuamente viva, mutevole, evolutiva.

La natura come spazio dell’anima

La natura ritorna spesso nel pensiero di Piero Forte Vita non soltanto come paesaggio da osservare, ma come fonte di ispirazione e strumento attraverso cui interrogarsi sulla vita.

In questa poesia la natura diventa quasi uno spazio senza confini nel quale l’anima può liberarsi.

L’espressione “natura evolutiva” suggerisce infatti movimento e trasformazione. Tutto cambia: il paesaggio, le stagioni, il tempo, le persone, le relazioni e noi stessi.

Accettare questa evoluzione significa forse imparare a vivere il cambiamento non esclusivamente come qualcosa da temere, ma come parte naturale della nostra esistenza.

L’immagine che accompagna la poesia rafforza questo messaggio. Matera, con la sua storia millenaria e il suo rapporto straordinario tra uomo, roccia e territorio, diventa uno scenario capace di raccontare proprio questa continuità fra passato, presente e futuro.

La semplicità rivoluzionaria di due mani unite

Il cuore della poesia arriva però subito dopo:

> Il gesto di abbracciare
> la semplicità di due mani unite,
> ci faccia vivere la serenità
> delle prossime giornate
> in ogni momento.”

Piero Forte Vita sceglie due gesti elementari: abbracciarsi e tenersi per mano.

Gesti che non hanno bisogno di spiegazioni.

In una società nella quale siamo continuamente connessi attraverso schermi, messaggi e notifiche, il contatto umano assume un valore ancora più significativo.

Due mani unite rappresentano vicinanza, fiducia, presenza.

Un abbraccio può essere conforto, amicizia, amore, riconciliazione o semplicemente il modo più immediato per dire a qualcuno: io sono qui.

Ed è proprio nella semplicità che si nasconde la forza del messaggio.

Non sempre la serenità deve essere cercata lontano. A volte può trovarsi accanto a noi, nella presenza di un’altra persona, in uno sguardo, in una mano tesa.

Vivere la serenità “in ogni momento”

C’è poi un passaggio particolarmente interessante nella scelta delle parole.

Piero non augura semplicemente giornate serene. Scrive che questa serenità possa essere vissuta “in ogni momento”.

È una differenza sottile, ma importante.

La serenità non viene descritta come una condizione perfetta nella quale non esistono problemi o difficoltà. Diventa piuttosto un atteggiamento con cui attraversare ciò che la vita ci presenta.

Significa provare a riconoscere qualcosa di prezioso anche dentro la normalità.

Una passeggiata.

Un panorama.

Una conversazione.

Il silenzio.

Una persona che ci prende per mano.

Un abbraccio inaspettato.

Sono piccoli frammenti di quotidianità che possono diventare molto più grandi quando impariamo realmente a viverli.

“Buone giornate di riposo”: fermarsi per tornare a sentire

La poesia termina con un augurio semplice:

“Buone giornate di riposo.”

Anche il riposo, però, può essere letto oltre il suo significato più immediato.

Riposo non significa soltanto interrompere il lavoro.

Può significare rallentare.

Concedersi il tempo di osservare.

Ritrovare il silenzio.

Stare nella natura.

Lasciare spazio ai pensieri.

Ascoltare le persone che abbiamo accanto.

In un mondo che sembra chiederci continuamente di fare qualcosa, fermarsi diventa quasi un gesto controcorrente.

Eppure proprio nelle pause possono nascere pensieri, intuizioni ed emozioni che il rumore della quotidianità tende a nascondere.

Piero Forte Vita e la ricerca della bellezza quotidiana

Questa poesia si inserisce naturalmente nel percorso umano e creativo di Piero Forte Vita, nel quale arte, poesia, filosofia, natura e ricerca della bellezza continuano a incontrarsi.

La bellezza, nella sua visione, non appartiene esclusivamente alle opere d’arte.

Può essere incontrata ovunque.

In un oggetto segnato dal tempo, in un paesaggio, in una fotografia, nella luce, nella natura oppure nel rapporto con un’altra persona.

La poesia diventa così un altro strumento attraverso cui fermare un’emozione e trasformarla in un messaggio da condividere.

Non servono necessariamente parole complesse.

Servono parole capaci di farci pensare.

Un invito a riscoprire ciò che conta davvero

“Che le nostre anime possano librarsi” è allora molto più di un augurio.

È un invito alla leggerezza.

Non quella superficiale, ma quella che nasce dalla capacità di distinguere ciò che è davvero importante dal rumore che spesso riempie le nostre giornate.

La natura.

Le relazioni.

La serenità.

Il tempo.

Il contatto umano.

Un abbraccio.

Due mani che si incontrano.

Sono immagini semplici, universali, comprensibili a tutti.

Ed è forse proprio qui che si trova il significato più profondo della poesia di Piero Forte Vita: ricordarci che, mentre cerchiamo continuamente qualcosa di nuovo, la vita continua a manifestare la propria bellezza nelle cose più semplici.

Dobbiamo soltanto concederci il tempo necessario per accorgercene.

E allora l’augurio finale diventa anche il nostro:

buone giornate di riposo, di natura, di incontri e di serenità.

Giornate nelle quali lasciare che l’anima, almeno per qualche istante, possa davvero librarsi.